Cass. Pen., Sez. II, 26/06/2026, n. 23820
Quando un reato è commesso dall’amministratore di una società quali sono le condizioni per poter affermare che l’azienda ne ha tratto un “interesse o vantaggio”? La risposta potrebbe non essere così intuitiva, soprattutto se l’amministratore ha agito per trarne utilità personali.

Il contesto normativo di riferimento Il D.lgs. 231/01 prevede la responsabilità delle imprese che traggono un interesse o vantaggio a seguito della commissione di determinati reati (c.d. reati presupposto) commessi da persone in posizione apicale o subordinata. In questi casi, l’azienda è chiamata a rispondere per colpa organizzativa, ossia se non ha adottato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo funzionale alla prevenzione dell’illecito. Il Decreto escluse la responsabilità dell’impresa se l’autore dell’illecito ha agito nell’interesse esclusivamente proprio o di terzi.
Nel caso in commento, la società era stata usata dai propri amministratori per ottenere finanziamenti pubblici. I fondi, una volta accreditati sui conti sociali, venivano immediatamente distratti a beneficio personale degli amministratori. La difesa ha argomentato nel sostenere l’insussistenza della responsabilità dell’azienda ai sensi del D.lgs. 231/01 per carenza di uno dei presupposti della stessa, ossia la sussistenza di un interesse o vantaggio procurato alla società. La tesi difensiva non è stata accolta e la società è stata condannata a una sanzione di 110 quote (€ 28.380,00).
La Cassazione ha precisato che il vantaggio per l'ente può essere anche temporaneo: è sufficiente, dunque, che i fondi transitino sui conti sociali, anche solo brevemente. La successiva distrazione da parte degli amministratori non esclude la responsabilità dell'ente, il quale è stato strumento necessario per accedere ai finanziamenti. La mancanza di un MOG efficace integra di per sé la colpa di organizzazione.
Per tutelarsi contro contestazioni per carenza organizzativa, è importante adottare un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo prima che sia commesso un reato presupposto. Il Modello deve essere reale, ossia regolare effettivamente i processi sensibili che l’azienda pone in essere nell’ambito delle proprie attività, e aggiornato con regolarità.
Il Modello non è solo una protezione in caso di contestazioni: è anche un’opportunità per migliorare il sistema di analisi e monitoraggio di processi aziendali “sensibili” e strategici, come la gestione dei flussi di cassa e finanziari.