I rifiuti sono un tema comune a tutte la attività di impresa: che siano un effetto collaterale dei processi aziendali oppure ne costituiscano il core business, esistono regole precise che devono essere conosciute e rispettate.
I rifiuti sono un tema comune a tutte la attività di impresa: che siano un effetto collaterale dei processi aziendali oppure ne costituiscano il core business, esistono regole precise che devono essere conosciute e rispettate.

Se un’azienda produrre rifiuti come conseguenza collaterale della propria attività, in qualità di produttore ha precisi obblighi. A livello interno è necessario: - assicurare la corretta classificazione dei rifiuti prodotti - approntare un luogo adeguato ove conservare i rifiuti, secondo criteri ben definiti - assicurare la registrazione tempestiva della produzione dei rifiuti Occorre poi stabilire a chi consegnare i rifiuti, qualificando adeguatamente i fornitori dei servizi ambientali ai quali gli stessi sono affidati. La verifica è importante in quanto i rifiuti possono essere consegnati solo a soggetti titolari di un’autorizzazione valida, efficace ed adeguata in relazione ai rifiuti che si intendono conferire oppure di un’iscrizione adeguata in relazione al servizio reso (per trasportatori e intermediari). Attenzione: non basta affidarsi a informazioni o comunicazioni generiche, occorre verificare le specifiche abilitazioni dei fornitori ambientali e, per i trasporti, controllare i mezzi utilizzati.
Se il business aziendale ha ad oggetto i rifiuti, in quanto gli stessi sono trasportati, intermediati o sottoposti ad attività di trattamento, è necessario assicurare che il titolo autorizzativo e/o l’iscrizione necessaria siano validi ed efficaci. La gestione dei cambiamenti che possono interessare l’azienda deve essere sotto controllo: anche scostamenti meramente occasionali dalle previsioni del titolo autorizzativo possono comportare responsabilità e sanzioni. Attenzione anche ai rapporti con le controparti commerciali: il settore dei rifiuti è l’unico che per definizione implica una filiera che vede diversi attori coinvolti e legati tra loro, per cui deve essere presente un sistema che consenta di individuare e gestire eventuali anomalie. Gli adempimenti correlati all’ambiente non sono un universo autonomo e fine a sé stesso: le attività devono essere considerate anche per altri aspetti rilevanti quali la salute e la sicurezza sul lavoro, la prevenzione incendi, la gestione della contrattualistica, gli adempimenti tributari…
L’identificazione delle attività e quindi la mappatura dei processi consentono di identificare se ed in che modo i rifiuti possono incidere sulle attività aziendali. Solo a partire da tale consapevolezza è possibile stabilire quali strumenti che consentano non solo di mitigare il rischio di sanzioni, ma anche di valutare azioni migliorative per il business aziendale.
La normativa prevede precisi obblighi correlati alla tracciabilità dei rifiuti, dalla produzione fino al destino finale e per la catena di trattamento. Non è un semplice adempimento burocratico: i modelli sono definiti a livello nazionale e i campi da compilare in realtà sottendono domande esattamente correlate agli obblighi operativi previsti in materia di rifiuti. Non essere in grado di compilare correttamente uno o più dei campi previsti in questi modelli è un campanello di allarme rispetto ad una gestione sostanziale probabilmente da rivedere.
Le sanzioni correlate al mancato rispetto della normativa vigente in materia di rifiuti sono spesso di natura penale. Questo sia laddove si tratti di mancato adempimento ad obblighi “diretti” (ad esempio, la non corretta tenuta del deposito temporaneo, oppure accettando rifiuti per quantitativi superiori rispetto a quelli autorizzati), sia laddove invece la violazione sia connessa alla mancata attuazione di obblighi di controllo nell’ambito della filiera (ad esempio, consentendo il trasporto dei rifiuti da parte di un mezzo non regolarmente autorizzato, oppure accettando rifiuti la cui classificazione non corrisponde alla reale natura o provenienza degli stessi). Questo tipo di violazioni spesso è anche contemplata quale reato presupposto per la responsabilità amministrativa dell’impresa ai sensi del D.lgs. 231/01. Anche per la tracciabilità documentale l’apparato sanzionatorio è abbastanza severo.
Per proteggersi contro il rischio di incappare in violazioni della normativa in merito, ma anche per valorizzare i processi ed eventualmente definire azioni migliorative in relazione ai profili ambientali (anche in ottica di sostenibilità) è necessario procedere a - identificare i processi aziendali correlati ai rifiuti - comprendere il proprio ruolo della filiera: produttore, trasportatore, intermediario, impianto di destino - definire le procedure funzionali a tradurre nell’operatività aziendale gli obblighi previsti dalla normativa vigente in relazione al proprio ruolo: come si fa, chi lo fa, entro quali tempistiche e con quale documentazione; - se si ha già un Modello organizzativo 231, controllare che le procedure suddette possano avere il valore di protocollo di mitigazione del rischio di reati presupposto, in modo da proteggere l’impresa contro contestazioni per carenza organizzativa; se il Modello non c’è, vale la pena valutare se adottarlo, è un costo, è un impegno, ma è anche una tutela ed un’opportunità di miglioramento.